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Lampedusa

 L’Azione Cattolica della Diocesi di Agrigento esprime crescente preoccupazione per l’aggravarsi della situazione umanitaria sull’isola di Lampedusa e vibrante vicinanza alla chiesa locale ed alla comunità, che vive “una condizione di generalizzato, profondo disagio. L’attività lavorativa della piccola comunità rischia di finire seriamente compromessa, tra le crescenti preoccupazioni delle famiglie” (card . A. Bagnasco,  prolusione al Consiglio permanente CEI).

Oltre 6.000, infatti, i migranti sbarcati su un’isola che conta 5.000 abitanti, strutture di accoglienza al collasso e il molo ridotto ad un dormitorio a cielo aperto.

La situazione è divenuta senz’altro allarmante, nonostante la buona volontà di molti, operatori umanitari e semplici cittadini, e rischia di far saltare un equilibrio di convivenza con la comunità locale che manifesta, giustamente, apprensione.

Ad oggi il maggior numero di presenze sull’isola è rappresentato da giovani tunisini spinti sulle nostre coste dal miraggio di un lavoro sicuro o nella speranza di spostarsi oltre le nostre frontiere, situazione questa che nulla ha a che vedere con l’emergenza in Libia. Per questi migranti occorre trovare soluzioni tra Italia e Tunisia nel quadro di un complessivo impegno della comunità europea tutta.

Facile temere poi che, con l’aggravarsi della situazione libica e dell’escalation militare, altri civili, questa volta realmente bisognosi di aiuto internazionale e richiedenti asilo politico, possano giungere a Lampedusa spinti da una vera emergenza umanitaria.

Lo stesso Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati auspica che l’isola venga al più presto decongestionata e che Lampedusa torni ad essere ciò che è sempre stata, un luogo di primo soccorso e di transito.

Per far ciò occorre porre in atto urgentemente un piano di trasferimenti verso altri luoghi di accoglienza opportunamente individuati sul territorio italiano come da più parti annunciato in attesa, si auspica, di un cessate il fuoco.

L’Azione Cattolica auspica anche che dal territorio agrigentino e dal resto della Sicilia si metta in opera al più presto un coordinamento volontario per un piano di aiuto alla comunità lampedusana. 


La Presidenza diocesana

Fonte: Presidenza